2017

Nella mia voce attraverso gli anni si sono cristallizzati dei ricordi che si sono legati a me indissolubilmente. Uno di questi è la voce di Edith Piaf, a cui ho voluto rendere affettuosamente omaggio in questo lavoro.

 

Un misterioso incantesimo si agita in questo disco e intreccia la musica di Ravel, di Satie, di Debussy con la passionalità della musica di Edith Piaf. Come interferenze spirituali le loro idee si sintonizzano con la mia voce che le incontra improvvisamente e poi le abbraccia e le traghetta senza soluzione di continuità, in un dialogo aperto, dove fanno capolino idee e ritmi apparentemente estranei, ma che si fondono meravigliosamente con la musica, come la mistica armonia di Scriabin che riecheggia in una canzone gitana scritta da Georges Moustaki.

 

I più grandi compositori e i più innovativi autori letterari scrivevano per Edith Piaf, e lei con gusto ed intuito straordinario sceglieva le loro pagine più felici per renderle immortali. Cantare i suoi brani non è semplicemente un modo per ricordarla imitandola. Io ho preso tutto ciò che amo, le mie interferenze musicali preferite, e ho lasciato che fluissero all’interno dei brani per creare un oggetto musicale vivo, per dialogare con la memoria di questa grandissima artista del Novecento. 

 

2016

Di Vanessa Tagliabue Yorke

A noi piace il Jazz caldo. Questo lavoro discografico nasce dall'intenzione di esplorare il linguaggio e i contenuti della musica che nei secondi anni Venti del Novecento risuonava a New York grazie a orchestre come quella di Paul Whiteman, Jean Goldkette e soprattutto grazie a orchestre appositamente riunite per accompagnare Annette Hanshaw. Questa voce, diversa da tutte le altre voci nasali delle flappers che comparivano spesso alla radio, stregò tutta l'america e fu presto soprannominata dai musicisti "The personality Girl". Annette aveva un timbro caldo, morbido e una grande attitudine allo swing.

Era una musicista estremamente umile, e timida, on amava comparire in pubblico e preferiva divertirsi nella jam session con i suoi amici piuttosto che incidere o fare stressanti tour attraverso l'America del Nord. Nel 1935 Annett Hanshaw decide di ritirarsi dalle scene, all'apice della carriera musicale, lasciando un cuore spezzato nell'America di quegli anni che per circa un decennio la aveva affettuosamente definita "The Twenties Sweetheart". Ha per me un fascino misterioso. Questa imprevedibile interruzione della sua esperienza musicale ha sortito l'effetto di cristallizzare un feeling e un senso musicale che appartiene solo a quell'epoca e che però non cessa di stupirmi e di trasmettere una sorta di vitalità e di novità. 

Annette per me è il simbolo di una femminilità nobile, elegante, pulita, di una creatività che in qualche modo rifiuta lo Spettacolo e che forse è consapevole di quanto sia difficile mantenere un rigore morale e spirituale passando attraverso queste luci abbaglianti.

2014

Di Mario Caccia  

 

Vanessa Tagliabue Yorke : una voce sorprendente, e soprattutto un artista che fa già parlare di se, capace di articolare delle composizioni originali rielaborate partendo dalle “contradanze” di Manuel Saumell ed Ernesto Lecouna, geniali compositori cubani dell’ottocento. Un disco davvero fuori dal coro che si segnala per una qualità complessiva davvero superiore. 


Vanessa Tagliabue Yorke: an amazing voice, especially a person of truly exceptional artistic caliber that is already talk about, able to articulate some original compositions starting from "contradanze" by Manuel Saumell and Ernesto Lecouna, brilliant Cuban composers of the nineteenth century. 

 

Un lavoro di caratura artistica davvero speciale per concezione e realizzazione ! Ispirato interamente ai luoghi e alle persone che hanno visto nascere, accompagnato e poi perduto per sempre Bas Jan Ader, artista olandese attivo negli anni settanta del Novecento, scomparso misteriosamente in mare durante una performance che lui stesso intitolò “In cerca del miracolo”. Un disco articolato, ricco di spunti creativi e con sonorità davvero inusuali : l’harmonium Galvan, il Theremin, la Philicorda, il Susaphone, Conchiglie, Tromboni, Percussioni africane …Degna di nota la presenza di un cast di musicisti davvero speciale : tra i tanti ed illustri nomi citiamo Mauro Ottolini con tutto il suo set di originalissimi strumenti, ed il grande pianista americano Ethan Uslan, tre volte vincitore del World Championship Old-Time Piano Playing Contest Peoria IL – US.

 
A brilliant Cd in its conception and realization! Completely inspired by the places and people that have seen the birth, accompanied and then lost forever Bas Jan Ader, Dutch artist active in the seventies of the twentieth century, who died mysteriously at sea during a performance which he entitled "In search of a miracle." A musical project fulls of creative ideas and really unusual sounds: the harmonium Galvan, the Theremin, the Philicorda, the Susaphone, Shells, Trombone, Percussion African ... Of note the presence of a cast of musicians very special : we mention Mauro Ottolini with all his highly original set of tools, and the great American pianist Ethan Uslan, three times winner of the World Championship Old-Time Piano Playing Contest Peoria IL - US.

2012

di Roberto Paviglianiti

Racine Connection contiene la registrazione del concerto tenuto da Vanessa Tagliabue Yorke al "Tribute To Bix Festival" del 2012, in quel di Racine, Wisconsin. Si tratta anche del primo lavoro come leader firmato dalla cantante, che in questa occasione è stata accompagnata da musicisti di livello assoluto, come, tra gli altri, Andy Schumm alla cornetta (al quale, per la kermesse, la famiglia di Beiderbecke concede di suonare lo strumento originale appartenuto a Bix), Dalton Ridenhour al piano e Josh Duffee alla batteria. In scaletta troviamo un repertorio proveniente dall'area del jazz tradizionale di New Orleans, caratterizzato dal timbro vocale di Vanessa, già apprezzato nell'album Bix Factor di Mauro Ottolini, la quale trova diversi punti di connessione con le venature bluesy di Bessie Smith e il fascino immortale di Annette Hanshaw. Tra gli episodi più rappresentativi va messo il blues di Loveless Love di W.C. Handy, per via della notevole cifra espressiva ottenuta, come del resto in Petite Fleur, cantata in francese. La registrazione, nella quale sono stati lasciati gli applausi e le introduzioni ai brani, è stata effettuata con due microfoni valvolari e poi mixata da Stefano Amerio, e rende l'idea di un viaggio nel passato, magico e di grande impatto emozionale.