E’ un disco, romanzo breve e cortometraggio di Vanessa Tagliabue Yorke.

- Vanessa Tagliabue Yorke * voce, composizioni, arrangiamenti
- Achille Succi * Shakuhachi, clarinetto basso
- Enrico Terragnoli * chitarra, sintetizzatori, tastiere
- Danilo Gallo * basso, contrabbasso, balalaika bassa
- ospite Fabrizio Bosso * tromba
Yōkai 妖怪 Monogatari 物語è il titolo del nuovo discodi Vanessa Tagliabue Yorke trae linfa vitale proprio dalle leggende giapponesi e dai romanzi di corte medievali.
Yokai sono i mostri giapponesi che ebbero una sorte alterna, amati ricercati nei dipinti, romanzi illustrati nel teatro furono poi nascosti nel primo periodo Meiji per una sorta di pudore a mostrare questo lato controverso e fanciullesco all’Occidente che tornava a fare capolino sulle coste dell’isola dal 1858.
I mostri giapponesi non possono essere definiti “soprannaturali”, essi non vengono da un’altra dimensione, occupano lo stesso spazio reale degli umani, sono esseri del mondo preternaturale o appunto cripto naturale.
Un ensemble di grandi improvvisatori e interpreti carichi di lirismo, musicisti geniali tra i più creativi della scena italiana guidati da una voce straordinaria verso il colore postmoderno e crepuscolare della leggenda dipinge uno spettacolo che narra la storia di Sayuri, giovane donna vissuta attorno al 1500 come concubina del famoso samurai Sassa Narimasa (1536 – 1588). La leggenda vuole che proprio questo samurai in un impeto di forte gelosia uccise la ragazza gettandola poi nel fiume Jinzu, e che l’anima tormentata di Sayuri si sia trasformata in un fuocherello fluttuante Yokai, che prende appunto il nome di Furaribi, da cui il nome del brano omonimo.
Tutto il lavoro di Yōkai 妖怪 Monogatari 物語di Vanessa Tagliabue Yorke si colloca in una dimensione di ricerca che riscopre lo spirito delle grandi poetesse giapponesi come Murasaki Shikibu e Udaishō Michitsuna no Hana e dalle poesie del Kokin Waka Shu e dal Hyakunin Isshu, immergendosi nella conturbante atmosfera immaginifica del mondo Yōkai e delle leggende medievali giapponesi restituite dalla penna di Lafcadio Hearn o di Murasaki shikibu nel Genji Monogatari o nel Nikki, attraverso le musiche originali composte da Vanessa e cantate in lingua inglese italiana e giapponese ed attraverso il romanzo collegato al disco, che Vanessa ha scritto.
Mantenendo un diretto rapporto con la poesia giapponese ogni testo scritto da Vanessa si fonde con la penna di compositori come Sam Coslow, Giovanni D’anzi, Ernesto Lecuona, Yamada Kosaku e Taki Rentaro, abbracciando il free jazz, lo swing e una imprevista atmosfera rock che rimanda in qualche caso alle cupe atmosfere di Atom Heart Mother dei Pink Floyd, o dei Radiohead nelle composizioni originali di Vanessa. Collegato al disco ed al romanzo breve è anche il cortometraggio musicale creato da Vanessa con l’intelligenza artificiale, con l’intento di esplorare nuovi linguaggi e innovazione per amplificare ancora di più l’esperienza di chi ascolta il disco.
Il viaggio esistenziale di questo spirito è il tema fondamentale del disco nella sua trasformazione, attraversando lo spazio e il tempo e incontrando altri spiriti Yokai, che prendono vita nelle musiche a loro dedicate e nelle parole di Vanessa, che lo raccontano intercalando la musica con la poesia e i disegni originali che fanno parte del manoscritto e danno veste grafica alle copertine dei singoli.
Il racconto di Vanessa ed il disco affrontano temi come la metamorfosi dello spirito di fronte al dolore, il femminicidio, la mancanza di empatia, l’esistenza marginalizzata di chi è diverso, l’incongruo riconoscimento del valore personale e la privazione dell’onore (motivo scatenante, nella cultura giapponese, che trasforma l’anima dopo la morte) e restituisce un tributo affettuoso alla memoria di due straordinarie donne artiste del jazz internazionale, come come Caterina Valente, rievocata nel brano “The breeze and I” di Ernesto Lecuona e Sheila Jordan che fa avvertire la sua eco nel brano “Dat Dere” di Bobby Timmons uscito come singolo il 18 Marzo 2026. Questo apre una ulteriore riflessione sulla condizione della donna che fino dai tempi remoti del Giappone feudale si snoda nella modernità e nella contemporaneità, rimanendo sempre attuale presentando similitudini senza tempo.